Digrigni i denti nel sonno? Il bite come rimedio al bruxismo


Ti svegli già stanco, con mal di testa o dolori alle cervicali? Hai le mandibole indolenzite? Non trascurare il problema. Riposare bene è fondamentale per ricaricare le energie e affrontare un nuovo giorno con lo spirito giusto. Eppure, secondo la National Sleep Foundation, il nostro riposo è sempre meno efficace anche a causa del bruxismo, un disturbo piuttosto diffuso, ma che in pochi sanno di avere perché si manifesta durante il sonno.

Cos’è il bruxismo notturno?

Con bruxismo si indica l’abitudine di stringere, serrare o digrignare i denti. Questo fenomeno si verifica specialmente di notte, durante il sonno, ed è quindi difficilmente rilevabile da chi ne soffre. In assenza di una visita di controllo, l’unico aiuto possibile può arrivare da partner e conviventi che si accorgono del rumore provocato dallo sfregamento nelle ore notturne. Una sensazione di dolore e indolenzimento dei muscoli facciali al mattino può però far intuire a chi ne soffre la presenza di questo disturbo.

Perché digrignamo i denti: le cause del bruxismo

Più nel dettaglio il bruxismo è una contrazione dei muscoli della masticazione. Solitamente la contrazione ha una durata dai cinque ai dieci secondi, e viene ripetuta più di una volta durante il sonno. Si stima che circa il 20% della popolazione mondiale soffra di questo particolare disturbo.

Le cause sono varie, inclusa la predisposizione genetica legata a una malocclusione dentale. Inoltre il bruxismo è spesso ricollegabile a una situazione psicologica caratterizzata da tensione emotiva. Periodi di stress prolungato e nervosismo possono far insorgere o aumentare notevolmente questo disturbo.

Le conseguenze del bruxismo

Oltre a compromettere il nostro riposo, il bruxismo provoca ovviamente danni a livello dentale, quale scheggiature e usura. Le scheggiature infatti rappresentano un luogo di attecchimento e sviluppo di batteri. Inoltre lo smalto può venire usurato in modo serio, fino alla sua definitiva scomparsa.

Se non diagnosticata in tempi brevi, l’usura può quindi arrivare a coinvolgere anche la dentina, facilitando così ulteriori e più profonde infezioni batteriche. Un’altra conseguenza è il dolore prolungato durante l’apertura e la chiusura della bocca, dolore che può sfociare in cefalee o nella disarticolazione completa di mascella e mandibola.

Il bite come rimedio al bruxismo

Data la natura prevalentemente notturna di questo disturbo, è innanzitutto necessario sottoporsi a controlli periodici per individuarne la presenza. Fino a qualche tempo fa non esisteva una vera e propria terapia, si è trovata però una soluzione di tipo fisico e difensivo, ossia un particolare tipo di bite.

Indossato di notte, questo dispositivo, che funziona come un vero e proprio paradenti, impedisce lo sfregamento diretto tra dente e dente, evitando così fratture, scheggiature  e usura dello smalto.

Cos’è il bite dentale?

Realizzato in resina acrilica, il bite ha la funzione di contrastare i problemi legati al digrignamento dei denti, formando una barriera difensiva che aderisce perfettamente alla morfologia dentale. Oltre a questo, in caso di malocclusione o mal posizionamento dei denti, il bite concorre nel ripristinare il corretto allineamento dentale. Il bite ha la forma di una mascherina e deve essere posta fra le due arcate dentali per un periodo di tempo che varia in base alle patologie riscontrate dal dentista. Le tipologie di bite sono sostanzialmente 3:

  • Standard: ovvero mascherine in resina con una conformazione preformata.
  • Automodellanti: mascherine termoplastiche, sempre in resina, che però si adattano alla propria impronta dentale.
  • Personalizzati: bite realizzati su misura dallo specialista, dopo aver preso l’impronta e aver diagnosticato il problema.

Grazie all’utilizzo del bite chi soffre di bruxismo può proteggersi dai danni provocati, dallo sfregamento notturno alla dislocazione mandibolare, alla malocclusione dentale e al russamento.

Bite in farmacia: conviene davvero?

Presso le farmacie è possibile acquistare bite preformati e automodellanti ad un modico costo. Si tratta di prodotti finalizzati a trattamenti di breve durata, ma è importante sottolineare i rischi ai quali  un’autodiagnosi e la scelta di queste soluzioni possono portare, sviluppando ulteriori problemi occlusali, muscolari e di postura.

È quindi fondamentale ricordare che in questi casi deve essere il vostro dentista ad analizzare le problematiche, stilare una diagnosi personalizzata e individuare gli strumenti e le terapie più adatte.

Quanto costa un bite dentale?

I costi dei bite preformati e automodellanti variano dai € 29 ai € 70 in base alla marca e al modello, ma come è stato detto espongono l’utilizzatore a possibili danni e complicazioni anche gravi. Quelli personalizzati sono ovviamente più costosi, il prezzo varia dipende dal caso specifico, ma garantiscono un’azione mirata e correttiva, con un controllo professionale periodico.


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