La carie… il peggior nemico dei nostri denti!


Ci sono malattie dal nome oscuro e complicato, quelle che solo a sentirle pronunciare mettono una fifa nera e fanno pensare al peggio. Altre, invece, hanno nomi molto più diffusi, che abbiamo imparato a sentire fin da bambini. Stranamente questa familiarità ce le rende meno insidiose, quasi innocue. La carie è proprio una di queste malattie: letteralmente è sulla bocca di tutti, e così molto spesso si tende a prenderla sottogamba, sottovalutandone gli effetti e la prevenzione.
Ma cosa si intende precisamente per carie? E perché è importante combatterla?

Cos’è la carie dentale e come si forma

La carie è una malattia batterica che provoca la distruzione dei tessuti duri del dente, quali lo smalto e la dentina. A causa di un’intensa attività batterica, infatti, lo smalto, ovvero la parte esterna del dente, si indebolisce permettendo agli agenti esterni di aggredire il tessuto sottostante, la dentina, e di formare una cavità. Se non curato, questo processo può estendersi in profondità, fino alla polpa dentale, con la progressiva demineralizzazione e successiva dissoluzione del dente.
Nove italiani su dieci soffrono di carie, un dato altissimo per una malattia che spesso non viene accertata.

Quali sono le principali cause della carie

La formazione di questa patologia è dovuta a molteplici fattori. I principali sono:

La dieta: una dieta a base di troppi cibi morbidi e zuccherati altera il naturale equilibrio batterico del cavo orale, predisponendo il soggetto alle carie.

La saliva: la saliva svolge una funzione antimicrobica e protettiva. Quindi la presenza o meno di carie è influenzata anche dalla quantità e dalla qualità della nostra saliva. Una bocca secca, per esempio a causa del consumo di alcol o di fumo, presenterà minori difese agli attacchi di agenti batterici.

La placca dentale: è la principale causa della carie. La placca è una patina che aderisce fisiologicamente alla superficie dei nostri denti, se non rimossa con una corretta pulizia, in essa avviene la proliferazioni di batteri imputati della carie.

La scarsa igiene orale: la mancata o insufficiente rimozione dei residui alimentari e della placca è direttamente collegata alla comparsa della carie. Attratti dai frammenti di cibo non rimossi, i batteri possono facilmente dare origine alla carie.

La conformazione dei denti: Il grado di mineralizzazione dentale differisce da individuo a individuo e rappresenta la capacità del dente di proteggersi da attacchi di agenti esterni. Inoltre anche le caratteristiche strutturali dei denti sono importanti. Un solco interdentale accentuato favorirà, per esempio, un maggiore ristagno di residui alimentari favorendo quindi la proliferazione batterica.

Come si riconosce una carie

Una delle caratteristiche che rendono la carie così insidiosa è che nei primi stadi essa non dà alcun sintomo. Si sviluppa infatti sullo smalto dentale che non ha terminazione nervose. Inoltre, solitamente questa malattia si localizza in zone nascoste e poco visibili dei nostri denti. Tutto questa fa si che, senza una visita di controllo periodica, non sia facile individuare una carie se non quando ormai è troppo tardi.
Infatti, gli effetti della carie iniziano a farsi sentire solo quando la malattia è avanzata nella dentina (la porzione interna del dente) che invece è innervata. A questo punto il sintomo principale è la aumentata sensibilità, sia al contatto che alla temperatura e ai cibi ricchi di zuccheri semplici.
Quando, poi, i batteri raggiungono la polpa dente, il dolore si fa intenso e pulsante e il dente è ormai compromesso.

L’importanza del controllo odontoiatrico periodico

Sarà anche una malattia diffusa e dal nome familiare, ma come abbiamo visto la carie è una patologia molto dannosa e subdola, perché difficile da individuare. Per questo, oltre a prestare attenzione alle nostre abitudini alimentari e igieniche, è importantissimo affidarsi periodicamente al nostro dentista di fiducia. Solo un controllo professionale e approfondito, infatti, può intercettare ed eliminare la carie al suo stadio iniziale, quando è facilmente curabile e non ha conseguenze gravi.


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